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La Collana SLAVICA presso la Zane Editrice è sorta nel 2003, quale progetto editoriale idoneo ad accogliere l’attività di traduzione di Augusto Fonseca, che si serve della sua notevole esperienza professionale, di studio e di vita, maturata in diversi Paesi slavi (Bulgaria, Russia, Polonia ed ex Jugoslavia) senza interruzione dal 1969 fino al 1992. Il notevole arricchimento conseguito in termini di conoscenze culturali e ambientali, l’affinamento di abilità professionali e una non indifferente rete di relazioni personali a vari livelli, gli hanno consentito, dopo il rientro in Italia (1992), il migliore utilizzo di questo capitale.
Due bei romanzi (Lo strano cavaliere del libro sacro del bulgaro Anton Dončev e Il buio dell’ex jugoslavo David Albahari, pubblicati dall’editore Besa di Nardò, rispettivamente nel 2001 e nel 2003) concorrono a farlo conoscere in Italia come traduttore da lingue slave. Ma il modo piú confacente allo sfruttamento della sua piccola “miniera”, Augusto Fonseca lo trova nell’ideazione della Collana SLAVICA che cura presso la Zane Editrice (Melendugno fino al 2009, poi Lecce).
La scelta di rientro nel Salento è intesa da Augusto Fonseca quale conclusione del suo percorso di arricchimento culturale ed umano e, contemporaneamente, come l'espressione di un atteggiamento di "gratitudine" nei confronti della sua terra e della sua gente. Grazie alla conoscenza delle lingue dei Paesi slavi, egli fa una selezione personale di autori ed opere alla luce della loro valenza ideale ed umana, capace di influire costruttivamente su adolescenti e giovani. La scelta, quindi, avviene nel campo della storia, nella forma di storie di vita vissuta, testimonianze e memoriali e, per un altro verso, in quello della letteratura popolare, in quanto depositaria di autentica saggezza ed efficace potenzialità educativa, attraverso favole, fiabe, leggende, miti, novelle, detti e proverbi.
La Collana SLAVICA, quindi, risulta palesemente finalizzata al mondo dell’educazione, ma al tempo stesso mira a divulgare in Italia pagine della civiltà del mondo slavo e valorizzare, d’altro canto, risorse umane, intellettuali e imprenditoriali della terra salentina. |